Musulmani in Italia

Un master per gli operatori della polizia civile e militare, penitenziaria e doganale, per i militari all’estero

I dati dell’ultimo dossier statistico sull’immigrazione  indicano in 5.180.000 il numero degli stranieri residenti in Italia nel 2012. Tra questi il 32% sono di religione musulmana. La presenza di musulmani, arabi e non, si differenzia dalle altre comunità perché l’Islam non è una religione nel senso che noi italiani ed europei attribuiamo a questo termine: secondo la mentalità laica, la religione è uno degli aspetti, che può esserci o meno, della sfera culturale, delle scelte individuali.

L’Islam è un’ ortoprassi: non solo una concezione religiosa, ma pure un modo di vivere e di agire, che investe tutte le sfere della vita del singolo: dal modo di vestire, all’alimentazione, dalle abitudini quotidiane alle relazioni private e coniugali. Ad esempio, una donna musulmana può sposare solo un musulmano. Per questo motivo, quando si interagisce con un musulmano osservante si interagisce con una persona che in molti suoi comportamenti è influenzata dalla religione islamica che, ad esempio, nel mese del Ramadan osserva il digiuno ( astensione dal cibo , dall’acqua, dal fumo e dal sesso) dall’alba al tramonto.

Con questa realtà si è dovuta confrontare, spesso senza adeguati strumenti conoscitivi, la polizia carceraria, soprattutto in regioni come la Lombardia, il Piemonte e la Toscana dove alta è la percentuale dei detenuti musulmani. In alcune perquisizioni di abitazioni con musulmani si sono avute reazioni aggressive perché gli agenti hanno manipolato il Corano come se fosse un libro qualsiasi; altre volte è bastato presentarsi con il saluto tradizionale, as salam alaykum (“la pace sia con voi”), per creare un clima più disteso. Il master ed il corso di perfezionamento offrono una formazione approfondita sulla cultura e la religione musulmana e sulla realtà dei musulmani in Italia.

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