Musulmani in Italia

I luoghi comuni sull’Islam

I pregiudizi, gli errori ricorrenti, le “mezze verità”

1)    L’Islam è la religione degli arabi?
L’Islam nacque in Arabia, fu rivelato in lingua araba attraverso un Profeta arabo, Muhammad. I primi convertiti all’Islam furono Meccani, della stessa famiglia del Profeta – come la prima moglie, Khadìgia e suo cugino Alì – della cerchia dei suoi amici e di altri appartenenti alla sua tribù dei Quraysh. Oggi l’80% dei musulmani non è arabo. L’Indonesia è il più grande paese islamico del mondo, con 242 milioni di abitanti nel 2012, di cui l’87% musulmani, all’incirca pari al totale di tutti i paesi arabi messi insieme (dati dell’Istituto Geografico de Agostini). Seguono il Pakistan,che nel 2011 aveva 177 milioni di abitanti, di cui i sunniti erano il 75% e gli sciiti il 25%. Poi il Bangladesh, che nel 2011 aveva 142 milioni di abitanti, di cui i musulmani erano l’89%. Segue l’India, paese in buona parte induista ma con una minoranza islamica che supera i 100 milioni di persone. Ancora, la Turchia che nel 2011 aveva 75 milioni di abitanti, di cui i musulmani erano il 97%, e l’Iran,che nel 2011 aveva 75 milioni di abitanti, di cui il 98% musulmani. Nessuno di questi paesi è composto da popolazione araba.
Il più grande paese arabo musulmano è l’Egitto, con circa 81 milioni di abitanti nel 2012, di cui i musulmani rappresentano il 90%.
C’è inoltre da tenere presente che in molti paesi arabi ci sono minoranze di altre religioni, soprattutto cristiane, che risiedono lì prima dell’invasione arabo-musulmana. Già al tempo del Profeta, a Medina, abitavano tre tribù arabe di religione ebraica ed ebrei arabi erano presenti in tutta la Penisola arabica.

2)    L’Islam è una religione agli antipodi del Cristianesimo!
In più di un versetto del Corano si legge che Muhammad non è un “innovatore”. L’Islam infatti non si considera una religione nuova e, anche se alla lettera significa “sottomissione a Dio”, si autodefinisce come la rivelazione monoteistica non corrotta ed alterata, iniziata con Abramo e poi trasmessa attraverso una serie di profeti, tra i quali ci sono personaggi come Isacco, Giacobbe, Mosè, David, Salomone, Gesù, Giovanni Battista. Gesù è considerato, con Mosè e Muhammad, uno dei grandi profeti dell’Islam.

3)    Il Jihad è la guerra santa alla base dell’Islam!
Jihad significa “sforzo” per il consolidamento e la diffusione delle fede. Esistono due tipi di Jihad: il Jihad al-àkbar (grande Jihad), che è la lotta contro il male e le passioni che sono dentro di noi al fine della purificazione spirituale. Poi c’è il “piccolo jihad” che è la lotta per l’Islam (sua diffusione e difesa). Solo la lotta per la difesa della dar al-Islàm, il territorio musulmano dove vige la Sharìa, è obbligatorio per tutti i musulmani. Quest’ultimo ha anche un carattere bellico, mentre oggi in molti ambienti intellettuali, musulmani e non, si tende a presentare il Jihad essenzialmente come un atto di autopurificazione contro il male che si trova in ogni uomo (vedi ad esempio autori come Tàriq Ramadan). Non bisogna dimenticare che la prima grande espansione dell’Islam, che in un arco di poco superiore al secolo si espanse in tre continenti, dai Pirenei all’Indo, fu ottenuta manu militari , con una serie di campagne di conquista.

4)    I musulmani sono da sempre nemici degli ebrei!
L’Ebraismo è la religione più prossima all’Islam, il quale, per parte sua, considera Abramo come il suo primo grande profeta e che giudica la Torah come un libro che contiene una rivelazione autentica, la stessa che l’Islam considera alla sua base.. Tutti i Patriarchi dell’Ebraismo sono considerati profeti che hanno preceduto Muhammad. Diversi e contraddittori furono i rapporti con gli ebrei. Muhammad a Medina convisse con tre tribù ebraiche, che però non lo riconobbero come profeta ed in alcune occasioni collaborarono coi suoi nemici meccani pagani. Gli ebrei di Medina subirono una sorte molto dura: esiliati, resi schiavi, uccisi. Gli israeliti hanno vissuto in territorio islamico per oltre 1400 anni, subendo a volte discriminazioni, ma poche volte persecuzioni (specialmente in epoca almohade). Nella storia islamica non vi è nulla che equivalga all’espulsione di massa o all’inquisizione. Nessun ebreo nella dar al-Islàm fu mai giustiziato per eresia. Gli ebrei, in quanto “popolo del libro”, che si riteneva cioè avesse ricevuto una rivelazione autentica, godettero di grande autonomia in campo giudiziario, scolastico e religioso, con loro scuole, tribunali e luoghi di culto. Dovettero pagare una tassa per fruire della protezione garantita dallo Stato islamico, pur subendo una serie di discriminazioni ed interdizioni (cavalcare un cavallo, portare armi, esercitare determinati mestieri, ecc.), ma vissero integrandosi abbastanza bene con le comunità arabe egemoni. Solo con l’affermazione dello Stato laico in Occidente e con il suo sviluppo economico, conseguenza della rivoluzione industriale, molti ebrei lasciarono le terre sotto governi musulmani per emigrare in Europa.
Gli attuali problematici e aspri rapporti tra ebrei e musulmani sono soprattutto conseguenza della costituzione dello Stato di Israele e della connessa questione palestinese. Hanno quindi essenzialmente motivazioni politico-territoriali e non religiose.

5)    Le donne musulmane si sentono discriminate dall’Islam e vorrebbero un cambiamento radicale della loro condizione!
Da un’inchiesta fatta per il dipartimento di Stato americano, dalla Gallup, in 55 paesi musulmani, risulta che alla domanda rivolta alle donne musulmane, se si sentissero discriminate in quanto donne dall’Islam, la maggioranza ha risposto di no. Seppure molte aspirino ad un miglioramento della loro condizione femminile, quasi tutte auspicano che questo cambiamento avvenga attraverso e non contro la Sharìa, attraverso un’interpretazione più liberale e moderna della stessa Sharìa.

6)    Musulmani, cristiani ed ebrei credono tutti in uno stesso Dio!
Affermazione vera, ma solo in parte. È vero che tanto i cristiani che i musulmani, quando parlano di Dio, si riferiscono al Dio di Abramo, al Dio della Torah (Pentateuco), al Dio di Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Gesù. Questi personaggi sono considerati profeti in tutte e tre le religioni. Per un altro verso, però, già i primi cristiani con Paolo presero le distanze dagli ebrei, rimproverando loro una serie di presunte colpe: essenzialmente di non avere riconosciuto l’annuncio evangelico di Gesù e la sua natura di figlio di Dio. Allo stesso tempo accusarono gli ebrei di aver alterato i passi che annunciavano la venuta di Gesù.

7)    Non è un buon musulmano chi non crede in Mosè e Gesù!
Affermazione vera, ma ambigua. Mosè e Gesù sono per i musulmani due profeti dell’Islam, cioè della religione monoteista trasmessa da Dio attraverso una serie di profeti, ultimo dei quali è Muhammad. Credere che Gesù, come pensano i cristiani, sia “figlio di Dio, per i musulmani è una bestemmia. Gesù è “solo un uomo”, seppure un profeta importante.